Descrizione
La ricetta tipica del Folpo, cucinato con le sue interiora e un bicchiere di Cabernet Franc insieme agli aromi, è solo di Noventa Padovana. Lo certifica il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, che nella “venticinquesima revisione dell'elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali” ha ufficialmente cambiato la denominazione del nostro piatto tipico da “Folpo alla Veneta” a “Folpo di Noventa Padovana”. Con tanto di decreto firmato il mese scorso dal ministro Francesco Lollobrigida.
Si chiude così l’annosa querelle tra il sindaco Marcello Bano e il fondatore del Festival della Cucina Veneta Paolo Caratossidis. Si deve infatti a quest’ultimo l’inserimento della ricetta nell’elenco del ministero, dove però si trovava, fino a pochi giorni fa, con la denominazione “Folpo alla Veneta”.
“L’albo nazionale – spiega l’assessore alla Fiera del Folpo Davide Iafelice – riporta i prodotti che vengono inseriti dalle regioni nei propri elenchi suddivisi per province. Circa un anno fa abbiamo saputo che la Regione Veneto, su richiesta di un privato, aveva creato una scheda dedicata al Folpo, dove però non si faceva menzione del nostro comune. Ci siamo immediatamente attivati a difesa di una nostra eccellenza. E’ risultato che la ricetta presentata era in tutto e per tutto identica a quella del ‘Folpo di Noventa Padovana’, già registrata da anni come De.Co. (denominazione comunale). Abbiamo quindi chiesto una doverosa rettifica alla Regione.”
L’istruttoria degli uffici regionali aveva dato esito positivo già la scorsa estate. A marzo la chiusura del cerchio, con l’aggiornamento annuale del registro dei pat (prodotti alimentari tipici) firmato dal ministro.
“Qualcuno ha scherzato sulla questione parlando di ‘guerra del folpo’ – commenta ancora Iafelice – ma per quanto possa far sorridere si tratta di un tema che ha riflessi importanti sulla vita del paese, sia sotto il profilo culturale che economico: sul ‘folpo di Noventa’ si gioca buona parte dell’identità e dell’attrattiva turistica della nostra comunità, e siamo orgogliosi di averne preservato il nome.”
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Ultimo aggiornamento: 11 aprile 2025, 10:28